Grazie all'approfondita ricerca dell'autrice, in un piacevole intreccio di narrazione e ricostruzione storica, si rivivono i tempi della Grande dea della Natura
- tra riti, saperi e pratiche di guarigione
- e quelli, oscuri, in cui non esisteva peccato peggiore che essere donna. Molto prima che la Santa Inquisizione stabilisse con illuminata sentenza che tutto ciò che non è di Dio appartiene a Satana, condannando al tormento eterno chiunque stesse in maniera sospetta nel mezzo, molto prima di tutto questo... esistevano le fate. Erano donne sapienti a cui la natura aveva schiuso i suoi segreti e che con fiori e piante sapevano curare come i medici. A volte anche meglio. Come la guaritrice scozzese Bessie Dunlop, vissuta nella metà del Cinquecento, grande conoscitrice di rimedi naturali e soprannaturali, ostetrica, veggente, in costante contatto con gli spiriti. Ma per il tribunale ecclesiastico che la mandò al rogo, Bessie era semplicemente una strega.