Anche se la folle e potente gioia rappresentata dall'antica divinità cui i greci diedero il nome di Dioniso, la sua conoscenza priva di pensiero e di ragione, la sua libertà infinita che non conosce limite alcuno non può essere per sua natura tradotta in parole né mediata da scritti, questo libro cerca, addentrandosi negli affascinanti miti o culti tramandatici in proposito, di testimoniare l'esistenza, almeno in tempi remoti, di stati d'essere e modi di sentire caratterizzati dall'amoroso ed armonico impeto simboleggiato da questo Dio e dal suo corteo ebbro e felice. Le leggende dionisiache raccolte in questo scritto sembrano riportare, come un antico sentiero non percorso da molto tempo e dunque ormai cancellato e reso invisibile da un folto rigoglio di erbe, in un mondo lontanissimo, oggi quasi inimmaginabile, primordiale, selvaggio, naturale, istintuale, un mondo privo delle regole e delle leggi imposte dalla cosiddetta civiltà, antecedente al sistema delle convenzioni...